BOLLA DI CANONIZZAZIONE

 

 

GIOVANNI PAOLO PP. II

Servo dei Servi di Dio

a perpetua memoria.

 

“Siate voi dunque perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48).

Di questo precetto evangelico Giuseppe Marello diede con la vita santa e con l’ardore apostolico un’interpretazione del tutto originale, scegliendo San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria, come esempio di cammino spirituale verso la santità. Il santo Patriarca era ritenuto dal beato Giuseppe Marello “guida e maestro di vita spirituale, modello inarrivabile di vita interiore e nascosta” (Scritti, 226).

Egli nacque il 26 dicembre 1844 a Torino, da genitori profondamente cristiani. Rimasto orfano di madre, cercò sostegno spirituale nella Madre santissima che a Torino è invocata col titolo di “Consolata”. Visse la sua fanciullezza a San Martino Tanaro (oggi San Martino Alfieri), in provincia di Asti, e dal suo Parroco Don Giovanni Battista Torchio apprese ad amare con speciale ardore l’Eucaristia, il servizio dell’altare e il catechismo.

Sentendosi chiamato al sacerdozio, entrò nel Seminario di Asti, dove si impegno alacremente a progredire nella via della santità.

Consacrato sacerdote il 19 settembre 1868, subito assunse l’incarico di segretario del Vescovo di Asti, l’Eccellentissimo Monsignor Carlo Savio, e adempì ai suoi doveri con somma diligenza per 13 anni. Contemporaneamente prendeva a cuore la formazione spirituale della gioventù e l’aiuto al clero nel ministero pastorale.

Il 14 marzo 1878 fondò la Congregazione degli Oblati di San Giuseppe e ad essa propose il Custode del Redentore come modello di “relazione intima col Divin Verbo”.

Nel 1883 prese su di sé la guida dell’antico monastero di Santa Chiara, in Asti, e in esso promosse l’assistenza a servizio dei poveri e dei vecchi, emarginati dalla società.

Fatto Vescovo di Acqui (1889), spronò fortemente i Fedeli laici e il Clero con le sue preghiere e diede esempio di vita santa e di ardore apostolico per l’unità della Chiesa locale.

Nelle sue Lettere Pastorali trattò i temi teologici e spirituali più rilevanti: la penitenza, l’educazione familiare della gioventù, la propagazione della fede e l’azione missionaria della Chiesa. Esercitò il ministero episcopale predicando a tutti la parola di Dio, per farli crescere in Cristo forti nella fede, speranza e carità, e per portare la comunità diocesana alla testimonianza cristiana voluta dal Signore.

Morì il 30 maggio 1895 a Savona, mentre prestava il suo ultimo servizio pastorale in sostituzione del Vescovo diocesano assente.

Il Beato Giuseppe Marello aveva cercato, in vita, di nascondere con la più grande umiltà le ricchezze della sua anima santa. Ma con la morte la fama della sua santità fu apertamente proclamata da Fedeli, Seminaristi, Sacerdoti, Religiosi e Religiose, come anche dai Nostri Predecessori di venerata memoria Leone XIII, San Pio X e Benedetto XV. Molte di queste testimonianze furono raccolte nei Processi Informativi di Asti e Acqui (1924-28) e nel Processo Informativo Suppletivo di Acqui (1941-42).

Il 12 giugno 1978, il venerato Nostro Predecessore Paolo VI, di felice memoria, proclamò che Giuseppe Marello esercitò in vita le virtù teologali, cardinali e quelle annesse in modo eroico.

Noi stesso abbiamo approvato un miracolo attribuito all’intercessione di Giuseppe Marello e il 26 settembre 1993 lo abbiamo proclamato Beato, in occasione della Nostra visita pastorale alla diletta Diocesi di Asti.

La Divina Provvidenza ha disposto poi un nuovo segno della santità di questo Beato, per mezzo di una prodigiosa guarigione ottenuta per sua intercessione in Perù, nell’anno 1998: il Decreto relativo è stato promulgato alla Nostra presenza il 18 dicembre 2000.

Accogliendo il giudizio favorevole dei Padri Cardinali e Vescovi a questo scopo riuniti, abbiamo stabilito che il rito della canonizzazione si tenesse in Roma, il 25 novembre dell’anno 2001, nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.

Perciò oggi, nella Patriarcale Basilica di San Pietro, alla presenza di una moltitudine di Fedeli e di un grandissimo numero di Pastori della Chiesa, abbiamo proferito la seguente formula di canonizzazione:

 

            A onore della Santissima Trinità , per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana, con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato, dichiariamo e definiamo Santi i Beati Giuseppe Marello, Paula Montal Fornés de San José de Calasanz, Léonie Françoise de Sales Aviat e Maria Crescentia Höss, li iscriviamo nell’Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i Santi.

          Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Al termine della solenne proclamazione, nell’Omelia da Noi tenuta abbiamo voluto dimostrare come quest’uomo abbia dato mirabili esempi di cristiana pietà e di benemerite opere. Appartiene infatti anch’egli a quella meravigliosa schiera di uomini capaci di spronare tutti con la loro dolcezza e di prestare a tutti aiuto e conforto con benefici salutari.

Sia dunque da tutti considerato come fulgido esempio, da cui ancor più si alimentino la fede e la vita della Chiesa e a cui attingano in sempre maggior numero i Fedeli cristiani.

Ciò che abbiamo oggi decretato, vogliamo che vigori al presente e in futuro, nonostante qualsiasi impedimento in contrario.

Dato in Roma, presso San Pietro, il giorno 25 novembre dell’anno 2001, XXIV del Nostro Pontificato.

 

[timbro pontificio]

 

Io Giovanni Paolo

Vescovo di tutta la Chiesa

 

Marcello Rossetti, protonotario apostolico