Pubblichiamo la seconda delle tre parti della conferenza tenuta dal padre generale il 23 ottobre alla III Settimana teologico-pastorale su San Giuseppe, iniziativa promossa dal Centro di spiritualità giuseppina marelliana di Apucarana – Paranà, in Brasile.

Il Cuore materno-paterno di Dio all'inizio della storia umana, in previsione del peccato di Adamo ed Eva, ha pensato il piano di salvezza per tutta l'umanità. Il principale e il vero protagonista sarebbe stato il suo Figlio unigenito. Dio ha voluto, inoltre, che egli fosse assistito da altri protagonisti, per così dire, “minori”. La prima scelta è stata una bella e semplice ragazza, la Vergine Maria. Poi è stato scelto un giovane lavoratore, un "signor nessuno" di Nazaret, un uomo giusto con tutti, anche con Dio. Pertanto, il falegname è diventato, insieme con la Vergine Maria, co-protagonista di tale piano, perché la loro presenza e azione era essenziale. Giuseppe non risaltò mai apparendo di fronte al mondo, tuttavia non ha sminuito se stesso, ma con coraggio e responsabilità ha adempiuto al compito assegnatogli da Dio. Ha svolto la sua funzione senza applausi, ma solo accettando la volontà del Padre celeste e dedicando la sua vita agli interessi di Gesù.
Giuseppe, pur essendo discendente del re Davide, è stato un povero operaio, un semplice uomo del suo villaggio, conosciuto e stimato da tutti. Aveva sognato il suo progetto di vita personale: formare una famiglia numerosa, come è consuetudine in quel tempo e, probabilmente, diventare un piccolo imprenditore con la sua professione. Ma accettando di essere il collaboratore di Dio nel piano della salvezza, lasciò da parte i suoi sogni personali ( "seppe perdersi") per mettersi al servizio di tutta l'umanità, che doveva essere redenta dal Figlio di Dio ("si trovò nel mistero del Figlio").
In realtà, dal desiderare un figlio per sé e dal desiderare Maria per il suo progetto di vita familiare, passò a a desiderare il Figlio e Maria in un progetto divino, un progetto universale, aperto al mondo. In qualche modo, ha "perduto" il figlio e Maria per se stesso, e li ha "donati per tutti" e poi li ha riavuti in una più profonda dimensione. Non c'è dubbio che il suo approccio è stato di estremo rispetto e amore per Maria, non di machismo, non di dominio o potere, non fuggendo al dovere di essere il padre fino alle estreme conseguenze. Ha accolto, ha amato e apprezzato Maria lasciandola assumere il suo ruolo in tutta la storia della salvezza. Si mise da parte, ma continuando ad amare e a realizzare! Ha dimenticato il suo progetto umano, semplice, normale come tutti gli uomini, per assumere un disegno divino, eccellente, grande. "San Giuseppe mise subito a disposizione dei disegni divini la sua libertà, la sua legittima vocazione umana, la sua felicità coniugale, accettando della famiglia la condizione, la responsabilità e il peso, e rinunciando per un incomparabile virgineo amore al naturale amore coniugale che la costituisce e la alimenta, per offrire così, con sacrificio totale, l’intera esistenza alle imponderabili esigenze della sorprendente venuta del Messia" (Paolo VI, omelia del 19 marzo 1969).

L'atteggiamento di San Giuseppe si trova di fronte a tutti gli uomini in tutte le età. Ha assunto un ruolo di primo piano, e allo stesso tempo secondario e tranquillo, appare, tuttavia, presente al momento in cui si aveva bisogno di un padre coraggioso, pronto, rapido nelle decisioni, in situazioni complicate. In questi momenti ci è stato! E proprio perché ha assunto "l’inizio", il "germe" della Chiesa, che è la Santa Famiglia, è stato riconosciuto e con pieno merito dichiarato patrono della Chiesa universale.
Il Vangelo non presenta nessuna parola di questo uomo, ma alcuni verbi esprimono la sua obbedienza a Dio e la sua azione responsabile e decisiva: "Egli fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore, prese con sé sua moglie ... gli diede il nome di Gesù"(Mt 1,24). "Egli si alzò di notte, prese con sé il bambino e sua madre e partì per l'Egitto. Rimase là fino alla morte di Erode ... Giuseppe si alzò, prese il bambino e sua madre e tornò nella terra di Israele. Ma quando seppe ... aveva paura di andare là ... si trasferì nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città... " (Mt 2,14-15.21-23). Il primo "fece" è diventato il principio dell’itinerario di Giuseppe.