Tutto quanto ci circonda ci è continuamente donato, come la luce di ogni giorno, l'aria che respiriamo, l'imbrunire, il tramonto, la pioggia, la stessa vita. Ogni giorno li riceviamo, e spesso non li accogliamo con tutto il rispetto e l'amore che implica accettare disinteressatamente, senza abusare né dissipare, qualcosa che mi appartiene.
Siamo troppo viziati da altri elementi ai quali attribuiamo un valore che non hanno in sé, se non nella misura in cui glielo assegniamo loro. Nessuno riceve un prezzo da pagare, o un conto da saldare per: luce solare, aria che respiriamo, la notte in cui dormiamo, il tempo che sprechiamo, l’acqua che inquiniamo, la terra di cui ci appropriamo e che non curiamo. Non c’è nessun pagamento da effettuare, per apprezzare ciò di cui disponiamo gratuitamente. Come mai? Se disponiamo di questi doni, e ne godiamo, è perché ci sono dati gratuitamente, regalati, senza dare niente in cambio; e sono nostri perché ne beneficiamo, li utilizziamo, viviamo in essi e per essi, li riceviamo di giorno in giorno. Ancora, la vita stessa è un dono, ricevuto per usufruirne e dare frutto e gratuitamente donare. Sappiamo, lo riconosciamo, che non c’è valore che l'uguagli.
Nelle stesse nostre relazioni umane, chi non ha mai ricevuto un dono, un regalo nella sua vita? Il giorno del compleanno, quello della laurea o diploma, il giorno del matrimonio, in qualunque ricorrenza, o in un momento tutto speciale della vita? Non ci sta solo l'azione del ricevere. Da parte nostra vi sta anche l'azione di offrire un dono: quante volte abbiamo fatto un regalo, donato qualcosa ad una persona? In alcune occasioni c’é un motivo particolare, ed altre volte no, dato che non è necessario che vi sia, perché, solamente, si dà per gratitudine o rispetto ed amore.

I “doni” che riceviamo, materiali o spirituali che siano, dopo che si sono acquisiti – facciamo il paragone con un acquisto economico - hanno un valore che continua a crescere, perché il “dono” che si riceve non solo ha un valore economico - di stima, affetto, sentimentale - ma identifica e anche coinvolge, la persona stessa che dona al “tu” che lo riceve e direttamente lo riguarda. Allora il “dono” perde il suo valore originale ed acquista un valore superiore, diciamo il valore di “dono gratuito”, che non include né aspetta retribuzione perché non si tratta di una restituzione di valori o beni materiali, bensì il valore che ne qualifica la dignità si fa presente nella persona che riceve.
Il mondo ha ricevuto da Dio grandi e diversi doni, non solo in riferimento all’universo, ma attraverso le persone che sono immagine e somiglianza del Suo amore. Egli ci dona la vita, ci dona l'opportunità di ricevere non solo dei beni naturali ma anche dei beni e doni spirituali, senza la preoccupazione di volere qualcosa in cambio. Ce li dà perché ci ama: è un Dio di amore che crea e riconosce il valore e la dignità della persona e, come tale, non c’è alcun valore che sia apprezzabile.
Ci ha donato l’essere a lui più caro, il Figlio suo in dono gratuito per la nostra salvezza. Dobbiamo restare solamente disposti a riceverlo: “Dio ha tanto amato tanto il mondo da darci suo Figlio per noi” (Gv 3,16). Ricordiamo le parole di Gesù ai discepoli “Gratis avete ricevuto, gratis donate” (cfr. Mt 10,8). Il dono implica gratuità, che se si paga e si acquisisce, annulla la donazione. Ma, se i doni sono reciproci, niente si perde. Viviamo, “dunque, secondo Cristo Gesù, il Signore, come l'abbiamo ricevuto; radicati in Lui e costruiti su di lui, appoggiandoci alla fede traboccanti di gratitudine” (Col 2,6-8).