Gesù: Il Dio-Uomo che salva (VII)
     
 
"A Lui ho dedicato la mia vita, l’unica vita che ho ed ho bisogno di contemplarlo tutti i giorni"
Gesù, nascendo nella povertà di Betlemme e vivendo tra gente semplice, che lottava per sopravvivere ed era emarginata dai potenti dell’epoca, ci vuole insegnare il cammino per vivere in un mondo più umano e più giusto, secondo i desideri di Dio. Tutta la sua vita terrena, la sua predicazione ed i gesti quotidiani furono una proposta concreta di stile di vita, valido per tutti i tempi. Ecco la proposta di vita che Gesù propone a me e a te che leggi: essere perfetti. Il Vangelo, infatti, ci presenta la perfezione come ideale di vita cristiana: “Siate perfetti, come è perfetto il vostro Padre dei Cieli” (Mt 5, 48). Perché essere perfetti? Perché siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gn 1, 26): dunque, se credo che Dio è perfetto, devo tendere anch’io alla perfezione, che è una delle caratteristiche di Dio, per somigliare il più possibile a Lui.

La lotta contro i propri difetti, l’intimità con il Signore, la crescita nelle virtù, il vivere con coerenza il Vangelo… tutto ci porta a stare sempre più vicini a Dio. Il nostro Fondatore, San Giuseppe Marello, lo aveva capito molto bene e ripeteva spesso: “Signore, aiutaci a fare questo primo passo, che ci introduca una volta sulla via della perfezione finora solamente rasentata e non mai risolutamente infilata. Sì, qualunque sia lo stato presente della nostra coscienza, noi abbiamo urgentissima necessità di cambiare vita” (Lettera 36).
Il Vangelo di San Matteo (19,16-22) ci presenta l’incontro tra Gesù e un giovane in cerca della verità. Alla richiesta di cosa fare per avere la vita eterna il Signore risponde: “Se vuoi entrare nella vita eterna, osserva i comandamenti”. E immediatamente dopo aggiunge: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi tutto…, dallo ai poveri…, poi vieni e seguimi”. Per Gesù la perfezione non consiste solo nei dieci Comandamenti, ma anche nell’amore, e più concretamente nell’avere il cuore libero, staccato dai beni della terra, in grado di condividere quello che uno è ed ha.
Perfezione vuol dire anche, per usare le parole di San Giuseppe Marello (nella Lettera di Fondazione della Congregazione): “Seguire più da vicino il Divino Maestro…ed essere suoi veri discepoli”. Infatti, amando Dio (con il compimento della sua legge) e amando gli altri (con la condivisione e la generosità) è più facile seguire il Signore Gesù. Il cammino del nostro Redentore è quello dell’amore: “Chi ama il padre e la madre…, il figlio o la figlia più di me non è degno di me… Chi non prende la sua croce e mi segue non è degno di me…”. Nessuno, nemmeno i genitori o i familiari più stretti devono impedirmi di stare più vicino a Gesù. Seguire Gesù implica accettare con fede le “croci” della vita e condividere il poco o il molto che abbiamo con chi ha bisogno.
Perfezione vuol dire stare uniti davvero tra noi, rispettando le nostre differenze, senza pretendere che tutti pensino come noi o facciano quello che noi facciamo. La pluralità, se basata sul rispetto di tutti, è segno della presenza dei carismi che lo Spirito offre a tutti. Per Gesù l’unità era condizione indispensabile per essere suoi discepoli: “Da questo riconosceranno che siete miei discepoli: se vi amerete gli uni gli altri” (Gv……). E la sua preghiera al Padre, durante l’Ultima Cena, fu: “Padre…che tutti siano uno, come noi siamo uno, io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità” (Gv 17, 22-23).
Nella predicazione inaugurale della sua missione salvatrice (il famoso Discorso della Montagna), Gesù presenta una sintesi di ciò che significhi essere perfetti: “Beati i poveri in spirito…, i mansueti…, gli affitti…, quelli che hanno fame e sete di giustizia…, i misericordiosi…, i puri di cuore…, chi promuove la pace…, i perseguitati…” (Mt 5, 1-12). Questa grande pagina evangelica ci mostra il nuovo modo di vivere nel Regno di Dio, il nuovo modo di pensare ed agire, proprio dei seguaci del Maestro. Questo è il cammino che dobbiamo seguire per arrivare alla perfezione: animati dallo Spirito, staccati dalle ricchezze e dall’egoismo, lontani dalla violenza, migliorando le relazioni interpersonali e trattando tutti con giustizia e solidarietà.
Tutto il vangelo è una proposta concreta di vita che ci porta ad essere più umani, ad essere veri figli di quel Dio, che ci fa camminare coraggiosamente fino alla perfezione. E San Giuseppe Marello Gli fa eco: “Cerca sempre la perfezione in tutte le cose, anche nelle più piccole” (Lettera 239).
 
 
di padre Michele Piscopo - superiore generale osj