OBLATI DI SAN GIUSEPPE

A Novi Ligure la Festa per un Papà speciale

 

 

Il giorno 21 marzo nella parrocchia S. Antonio di Padova in Novi Ligure abbiamo ricordato la festa del papà speciale

Un po’ in ritardo, forse, rispetto al canonico 19 marzo ma ne valeva la pena!
I ragazzi dell’oratorio già nel primo pomeriggio hanno iniziato a vivere momenti di divertimento e a prepararsi per festeggiare degnamente i loro papà.
Alle ore 17,30 durante la S. Messa, alla presenza del Vescovo di Tortona, mons. Martino Canessa, del padre superiore generale Michele Piscopo, del padre vicario generale Sebastian Jacobi; del padre economo generale Sabu Meleth, del padre provinciale della "Provincia Giuseppe Marello" nord Italia Luigi Marsero, dei confratelli delle case di Asti, Alba, Milano e Robecco Pavese e dei parroci della città di Novi Ligure, abbiamo celebrato la festa al “papà per antonomasia”: San Giuseppe.
Tale celebrazione voleva degnamente sottolineare anche un’occasione speciale: la nostra chiesa, infatti, ha accolto una bella statua lignea raffigurante San Giuseppe con in braccio Gesù Bambino.
Quale occasione migliore potevamo trovare per rendere l’onore che merita a un santo tanto importante dal quale i nostri padri traggono costantemente un insegnamento prezioso e a cui si ispirano come modello di vita cristiana. Ora, all’ingresso della chiesa, al centro della navata a sinistra, fa bella mostra di sé l’effigie di San Giuseppe, quasi a volere indicare anche a noi un umile cammino di conversione.
Durante l’omelia, infatti, il Vescovo ci ha parlato delle qualità di  San Giuseppe, di quest’uomo che ha saputo dire il suo sì al Signore umilmente e senza pretendere nulla, di cui sappiamo molto poco dai Vangeli, ma che ha accompagnato con le sue cure Gesù nella sua crescita e, come Maria, “serbando nel proprio cuore” tutto quello che avveniva, ha dato una testimonianza silenziosa ma, proprio per questo, ancora più significativa.
La celebrazione del 21 marzo ha voluto, però, sottolineare un altro evento speciale: sull’altro lato della chiesa, dal momento che ricorrono i  100 anni della approvazione della Congregazione, è stata posta la statua del fondatore degli Oblati, San Giuseppe Marello. Adesso, a chi entra in chiesa, pare quasi che i due “Giuseppe”, posti uno di fronte all’altro, come animati da un identico spirito di adesione completa a Dio, vogliano invitarci ad avanzare verso la Mensa del Signore, accompagnandoci al banchetto eucaristico e offrendo se stessi come modello di vita cristiana completamente dedita al servizio degli altri.
Il padre generale Michele Piscopo, a conclusione della celebrazione ci ha ricordato proprio questo aspetto della figura di San Giuseppe Marello, e dello spirito di servizio verso il clero e verso i laici che è il tratto peculiare della Congregazione voluto espressamente dal fondatore.
Per fare ancora più ricca la festa, e la parrocchia,  il padre generale ha donato alla nostra comunità una reliquia di San Giuseppe Marello che è stata solennemente esposta dopo una breve processione.
Alla fine di tale importante celebrazione sembrava tutto finito e invece … i nostri ragazzi dell’oratorio hanno trasformato la chiesa in un “teatro” e ci hanno raccontato una storia fantastica accaduta ad un giovane che, catapultato con la sua astronave da un altro pianeta sulla terra, riesce, con la sua saggezza, a far capire l’importanza della famiglia e dello spirito che anima i sentimenti dei genitori nei riguardi dei figli. Il tutto si è concluso con l’esibizione di altri ragazzi che hanno letto, recitato, e declamato la propria lettera al papà. Un grazie a loro e a tutti coloro che, impegnandosi, hanno contribuito a rendere così bella questa festa e a trasmetterci un basilare  insegnamento: l’importanza della famiglia. Gabriele Ravera